Sentirsi in gabbia.

L’essere umano e la privazione di libertà.

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Proprio in questi giorni viviamo la sensazione di essere stati privati della nostra libertà.

Quello che dovrebbe farci riflettere è il fatto che le stesse cose che pochi giorni fa erano un desiderio come alzarci tardi, non andare al lavoro, poter stare in famiglia, ora ci sembrano una condanna.

Ma cosa è cambiato nel frattempo?

E’ intervenuto un DIVIETO! E per la nostra mente un divieto è qualcosa di estremamente difficile da accettare.

Ogni qualvolta un essere umano si trovi a percepire una sensazione di costrizione o di limitazione della propria libertà finisce per sentirsi in gabbia.

Sembra quindi che tale privazioni generi una reazione contraria amplificandola . Se ci viene tolto un pezzetto di libertà sentiamo l’irrefrenabile bisogno di rimarcare che SIAMO LIBERI e per farlo cercheremo NON solo riprenderci quel pezzetto, ma un pezzo molto più grande e purtroppo a volte a scapito degli altri.

Vi è mai successo che vi manchi l’aria? Cosa fate appena potete respirare? Fate un respiro enorme, molto più profondo di quanto non facciate di solito. La dinamica di questi giorni è uguale.

Stiamo solo trasponendo sul piano delle azioni ciò che fa un animale della foresta quando contrae i muscoli e si erge in tutta la sua imponenza per rimarcare che è il più forte e che è libero.

Se in questi giorni vi sentite animali in gabbia, fatevene una ragione : SIETE “NORMALI” o quantomeno non siete probabilmente patologici 🙂

L’enorme differenza è che noi non siamo come l’animale inconsapevole della foresta, ma la consapevolezza e la lucidità possono aiutarci a comprendere e gestire tutto questo. Possiamo un passo alla volta guardare i momentanei limiti di questo nuovo territorio e cogliere l’occasione di esplorarlo meglio.

Adesso abbiamo meno territorio da vivere? Bene approfittiamo per esplorare in modo super approfondito questo territorio fatto di emozioni, spazi fisici, conoscenze e cogliamo l’occasione anche per chiederci: ma questo spazio (lavorativo, familiare, domestico, etc) mi piace, mi soddisfa mi rende felice?

La domanda fa paura? Ci credo, non ce la facciamo spesso.

Nell’ambito professionale lancio il sasso di una riflessione che riprenderò nei prossimi articoli: ricordiamoci che spesso le persone vivono la sensazione di essere in gabbia sul luogo di lavoro siano essi lavoratori dipendenti o liberi professionisti. Ci sentiamo sempre ostaggi, sempre in gabbia.

Una persona che resta non per scelta e soddisfazione, ma perchè sente di non poter andare altrove sarà sempre una persona insoddisfatta, irrequieta e poco produttiva.

Gabbia mentale
Gabbia mentale

Ma sarà poi vero che siamo ostaggi o questo sentirsi in gabbia è solo frutto della nostra mente? Una gabbia mentale! E come possiamo rompere queste sbarre?

Voglio rispondervi nei prossimi articoli e video. Munitevi di un quadernetto, o di fogli e penne che ci torneranno utili!

Facciamo sì che in questi giorni restare sia una scelta consapevole non solo per un Virus ma per conoscere il nostro territorio.

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