Scelte: tra azioni e reazioni.

Consapevoli delle nostre scelte

Siamo consapevoli delle nostre scelte, delle possibili conseguenze e delle alternative?

Video: scelte consapevoli.

Come possiamo imparare a essere consapevoli delle nostre scelte?

Ieri (vi invio a leggere l’articolo e guardare il video) abbiamo parlato di “scegliere una prospettiva”.
Oggi vorrei invitarvi a fare un esercizio concretoche ci insegna ad essere consapevoli delle nostre scelte, delle conseguenze e delle alternative. Lo trovate poco più sotto.

Innanzitutto riallacciandoci al concetto di scelta ricordiamoci che anche quando reagiamo di istinto noi operiamo delle scelte. Velocissime, quasi istantanee e generalmente si scatenano come reazione ad un pensiero ( che ricordiamoci esser una interpretazione della realtà che viviamo) e alla sua conseguente emozione.
A cascata questo determinerà una scelta e una azione.

Generalmente siamo così inconsapevoli di tutto questo passaggio da pensare di non poter operare nulla su tali reazioni.

Questo è ASSOLUTAMENTE FALSO !

Il primo passo (non l’unico, ne vedremo altri in futuro) è quello di rendersi consapevoli di quali emozioni hanno scatenato tutto questo, del perchè e anche delle possibili alternative in nostro possesso.

Se osservate l’esercizio nell’immagine qui sopra vedrete che da una emozione come la rabbia verso qualcosa che “presupponiamo” abbia fatto scorrettamente qualcuno, abbiamo reagito alzando la voce probabilmente assumendo una postura e un tono aggressivi.

Di solito di fronte a questa situazione è “l’altro che ci fa arrabbiare e ci porta ad alzare la voce”, ma la verità è che è una scelta nostra, purtroppo spesso INCONSAPEVOLE e che quindi subiamo.

Il fatto di essere totalmente INCONSAPEVOLI di queste reazioni in genere ci porta a molti esiti e considerazioni che contribuiscono a rendere le nostra giornata poco serena tra i quali i seguenti sono tra i più frequenti:

  • è colpa dell’altro, quindi non mi preoccupo di approfondire perchè IO ho reagito così (infatti non tutti lo farebbero) ed è un peccato perchè questa è una grande opportunità di conoscersi;
  • senso di colpa; perchè quando mi rendo conto di come ho reagito ci rimuginiamo sopra in quanto vittime della nostra reazione.

Nel nostro esercizio notate che ho indicato che va riportata la motivazione VERA!

Infatti è sempre facile trovare motivazione del tipo “lui si è comportato male”, “volevo farmi rispettare”, ma la motivazione vera è che alzare la voce è il tentativo ultimo (prima della violenza fisica) che mettiamo in atto verso qualcuno che vogliamo prevaricare. Quindi come vediamo anche solo cercare la vera motivazione è uno step non da poco.

Questo esercizio lo fate per voi, se volete migliorare la vostra consapevolezza quindi inutile mentirvi, altrimenti tanto vale non fare l’esercizio.

Importantissimo è esplicitare se SIAMO IN GRADO DI ACCETTARE LE CONSEGUENZE. Un grande problema oggi è che ognuno vorrebbe essere libero, ma nessuno vuole assumersi le conseguenze e quindi ci destreggiamo tra due opzioni molto in voga:

  • facciamo ciò che vogliamo e cerchiamo di evitare le conseguenze;
  • non facciamo ciò che vorremmo e urliamo al mondo che NON POSSIAMO.

Purtroppo entrambe queste modalità non portano le persone a maturare e infatti abbiamo persone che oramai pur avendo anni ed esperienze sulle spalle sembrano non avere imparato da esse.

Altrettanto importante è immaginare le alternative con le loro conseguenze. Soprattutto per coloro i quali percepiscono bassa autostima è fondamentale PREMIARSI ogni qualvolta si è riusciti a mettere in atto un a reazione efficace. Possiamo anche osservare come potremmo migliorare creando quindi una scala di obiettivi.

Qualcuno obbietta:

  • ma io non posso fare a meno di pagare le tasse!
  • a me non piace il mio lavoro ma non posso andarmene e lasciare i miei figli senza una casa!

Questo non è vero ! Come vedete rientriamo nei casi sopra indicati, la verità è che potete farlo, ovviamente non si discute se la scelta sia etica, morali, legale ma potete il punto è : saprete prendervi la responsabilità di tale scelta?

Ci sono altre alternative? Posso pensare che ad esempio il mio PROBLEMA DI non avere un lavoro che mi piace possa essere trasformato nel PROGETTO di trovarne uno che mi piace?

Come, non conoscete la differenza tra autostima e autoefficacia? Nessun problema, lo scoprirete presto! 🙂

Fonti: www.researchgate.net

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